Le origini del mito: in principio era il Caos!

LA PRIMA COPPIA DIVINA

Nella notte dei tempi esisteva uno spazio infinito, buio e assolutamente vuoto: il Caos. In queste tenebre apparvero alcune divinità primordiali: le prime furono, Gea, la terra ed Eros, l’amore. Gea, immensa e senza precisa forma, si stendeva per gran parte del Caos; Eros, anche lui era indefinito. Altri esseri si aggiunsero a questi creando un primo movimento fra gli dei e gettando le basi della loro stirpe futura: Erebo, lo spirito delle tenebre, che su consiglio di Eros si cercò una sposa, la Notte. Nacquero due figli: Etere, la luce celeste, e il Giorno, la luce terrena. Gea, creò Urano, il cielo, quindi cercò di fare un po’ di ordine separando i continenti dalle acque, facendo sorgere le montagne e aprendo spazi alla vasta distesa del mare, Ponto.

 

 IL PADRE CONTRO I FIGLI

Gea ed Urano, terra e cielo, formarono la prima coppia divina e dominarono l’universo. I due sposi ebbero molti figli. I sei Titani e le sei Titanesse, enormi creature destinate ad aiutarli come ministri nel governo dell’universo. I tre Ciclopi, grandi come i titani ma meno intelligenti e dotati di un solo occhio posto in mezzo alla fronte. Infine, i tre Centimani, mostri con cento braccia e cinquanta teste. Ben presto Urano cominciò ad essere spaventato delle propria discendenza. I Titani, erano delle belle creature, intelligenti tanto da poter dominare gli elementi, sia inventando le varie arti, sia per mezzo di formule magiche, ma appunto per questo potere potevano essere pericolosi e opporsi al padre. I Ciclopi erano poco intelligenti e violenti: avevano fabbricato la folgore e turbavano continuamente la pace del cielo. I Centimani, poi erano dei veri indemoniati e sconvolgevano la natura con terremoti, uragani e disastri d’ogni genere. Urano pensò di sbarazzarsi degli ultimi sei figli, fece prigionieri i Ciclopi e i Centimani e li sprofondò nelle viscere della terra. Questo gesto così improvviso suscitò l’ira di Gea che amava tutti i suoi figli ed anche una preoccupazione nei Titani che temevano di essere trattati allo stesso modo, si accordarono con la madre per eliminare Urano. Tra i Titani vi era uno, Crono, che era il più ardito, infatti Gea consegnò a lui la prima arma che costruì, lo esorto con questa ad attaccare il padre. Egli non esitò un attimo ad uccidere Urano, che precipitò da cielo mentre dal sangue delle sue ferite nascevano i Giganti, mostri immani con le gambe di serpente, le Erinni, spiriti della vendetta, e infine da una goccia di sangue piovuta nel mare, Afrodite, la dea della bellezza, dell’amore e della vita.

CRONO E REA SUL TRONO CELESTE

Morto Urano, suo figlio Crono salì sul trono celeste accanto alla sua sposa e sorella, la titanessa Rea. Crono e Rea furono la seconda coppia divina. Durante il regno di Crono nacquero molti altri dei, i più importanti furono i figli di Notte: Tanatos, la morte; Ipnos, il sonno; Momos, la derisione; le tre Moire, che stabiliscono il destino degli esseri; Nemesi, la giustizia che punisce, ed Eris, la discordia. Anche Ponto, il mare, ebbe una famiglia molto importante fu suo figlio Nereo, lo spirito del mare tranquillo, il quale sposata la figlia di un titano, Doride, ebbe cinquanta figlie, le Nereidi, divinità marine. I Titani, poi ebbero una prole numerosissima; tremila ninfe Oceanine, figlie dell’ Oceano e di Teti; e le tre divinità della luce: Elio, il sole, Selene, la luna, ed Eos, l’aurora, le figlie del titano Iperrione e della titanessa Tea. Urano non si sentiva sicuro sul trono pensava che come lui aveva spodestato il padre anche uno dei suoi figli potesse farlo. Spinto dalla paura, decise di uccidere tutti i figli che Rea gli avesse dato, ingoiandoli via via che nascevano. Così avvenne per i primi cinque figli: Estia, Demetra, Era, Ade e Posidone: ma alla nascita del sesto figlio, Zeus, la madre si ribellò e volle salvarlo. Prese un masso lo avvolse nelle fasce in moda da farlo sembrare un neonato e lo presentò a Crono il quale lo divorò senza alcun sospetto, così Zeus fu salvo. Una volta divenuto grande Zeus non esitò a muovere contro il padre, per prima cosa lo costrinse a ridare alla luce i fratelli che aveva divorato. Ma le ambizioni del giovane dio erano molto grandi: voleva il trono celeste.

 ZEUS CONTRO IL PADRE

Così ebbe inizio la guerra tra gi dei che era destinata a durare a lungo. Zeus riuscì ad allearsi con quattro dei Titani, tra cui Oceano e Iperone, scese poi nelle viscere della terra nel Tartaro, dov’erano ancora incatenati i Ciclopi e i Centimani imprigionati da Urano, li liberò a patto che si alleassero con lui, quindi si ritirò con i suoi fedeli alleati sul monte Olimpo. Crono, raccolse i suoi seguaci sul monte Ocri. Dieci anni durò la guerra tra padre e figlio, ma Zeus disponeva armi formidabili i Ciclopi gli avevano dato il loro terribile fulmine, e i Centimani con le loro cento braccia scagliavano contro il cielo intere montagne. Infine i Titani rimasti fedeli a Crono furono abbattuti e sprofondati nel Tartaro deve rimasero incatenati. Distrutto Crono, Zeus salì al trono ma Gea che era felice per la liberazione dei suoi figli Ciclopi e Centimani ma altri suoi figli ora erano imprigionati. Per vendicare la sorte dei figli creò un orribile mostro con cento teste, Tifone, dai duecento occhi lampeggianti, lo incitò contro Zeus. Ma il nuovo sovrano possedeva il fulmine e con quello lo abbatté. Ma Gea non si arrese e chiamò in suoi aiuto i Giganti, nati dal sangue di Urano, ordinò loro di salire alla residenza di Zeus. Subito, con le loro forze immani, essi accatastarono montagne su montagne: il Monte Ossa sull’Olimpo, il Pelio sull’Ossa, formando un enorme cumulo dal sommo del quale presero a scagliare macigni contro il cielo. Fu una battaglia molto cruenta, ma Zeus era aiutato da tutti gli dei e i Giganti furono sconfitti. Ognuno di loro venne incatenato sotto un vulcano, dove vomitavano fuoco per la loro ira.

 

LA TERZA COPPIA DIVINA

Il regno di Zeus iniziò. Stabilì la sua sede sull’Olimpo, affidando al fratello Posidone il regno del mare, ad Ade il regno sotterraneo delle regioni infernali, tenendo per se il cielo e l’autorità suprema su tutto il creato. Sposò Era e con lei formò la terza coppia divina.

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